Slider / Vita da freelance / 29 maggio 2014

4 riflessioni che ho fatto grazie a Pif

So chi è Pif (Pierfrancesco Diliberto), da quando era inviato a Le Iene. Una volta mi è capitato di incontrarlo sulla metro verde mentre andavamo entrambi a Mediaset e mi ha fatto specie vederlo lì, come un lavoratore anonimo come me. Non che fosse chissà chi, ancora oggi molti non sanno chi sia, ma c’è gente che si sente star dopo tre comparsate tra il pubblico televisivo.

Quando anni dopo l’ho incontrato alla conferenza stampa della sesta edizione del suo programma su Mtv, Il Testimone, ho riconosciuto quel modo semplice di fare.

1) L’umiltà. E’ la prima cosa che mi ha fatto venire in mente. A volte si è umili per carattere, altre perché si prendono parecchie legnate dalla vita, ma essere semplicemente se stessi evitando di sovrastimarsi perchè si lavora in televisione o si va a fare le vacanze alle Mauritius con i soldi di famigilia, è un valore non da poco per me. Oggi Pif è più conosciuto di quando era una Iena, grazie anche al suo film La mafia uccide solo d’estate e alla partecipazione al Festival di Sanremo 2014.  Lui che viene da Palermo e che parla spesso di mafia, mi fa pensare che sia bello essere fieri di portare la propria storia e umili nell’ascoltare quella degli altri.

2) La passione. E’ sempre affascinante sentir parlare qualcuno che ama sinceramente il proprio lavoro, perché inonda di entusiamo. Sembra una banalità trita e ritrita che, in quanto ritenuta scontata dalla gran parte, sembra anche essere scivolata nel dimenticatoio. Chi ha passione per il proprio lavoro non teme, come Pif, di continuare a “sporcarsi le mani”, anche quando il lavoro sporco potrebbe lasciarlo ad altri. Sin dall’inizio, Pif racconta di aver cercato, girato e montato le storie da solo. Avere passione per quello che si fa, significa trovare in qualche modo piacevole o divertente o interessante fare anche le parti più macchinose, più noiose, più complesse o sfiancanti del proprio mestiere. A volte si odiano quelle fasi, ma si prova una sorta di piacere sadico nel farle pensando al risultato finale.

3) Serietà e ironia insieme. Una delle qualità più apprezzate di Pif è il saper giocare con l’aspetto serio e comico della realtà che racconta. Anche parlando di mafia strappa sorrisi. L’ironia è una dote spiccata in alcuni, che secondo me si può imparare ad avere. Magari io battute come le sue non riuscirò mai a farle, però, tirare fuori un sorriso da un volto serio al momento giusto, sì, ed è cosa vantaggiossisima. Con il tempo e l’esercizio tutti siamo in grado di aggiungere una parola positiva che dia forza a quel sorriso. Non c’è bisogno di spiegare quanto serva: per esperienza (anche al più serioso è capitato di mescolarsi con vicende umoristiche), sappiamo tutti quanto ne ricaviamo in termini di benessere personale e di miglioramento delle relazioni.

4) Il coraggio. Pif parla molto di mafia, in conferenza stampa ha ribadito la necessità di non smettere mai di parlarne per non lasciare soli chi la sta combattendo ogni giorni. Anche questa sembra già sentita? Tanto meglio, vuol dire che il messaggio gira. Perché anche chi non va in televisione può farlo tra la sua cerchia di conoscenti. Durante l’intervista, mi ha detto che le storie che cerca, che gli piacciono e che sceglie, sono quelle di gente che si batte per qualcosa con l’idea di cambiare il mondo. Sembra l’utopia di uno che si è svegliato la mattina senza sapere come giri davvero il mondo. Eppure stando a le tante storie che scova non sembra avere tutti i torti. Da lui ho anche tratto un trucchetto per farsi coraggio, utile se si ha una forte motivazione, ma non la spinta a buttarsi: dire agli altri quello che si vuole fare, anche se non si è ancora iniziato. Lui ha detto che vuol fare un Museo che raccolga storie e testimonianze di gente che ha combattutto e combatte contro la mafia. Il fatto di averlo annunciato gli dà una determinazione maggiore nel volerlo fare. Una spinta che vale per tutti: se lo dici agli altri è un po’ rivelarsi, se non lo fai ci rimani male tu per primo. Per questo, dico, è un trucco perfetto per chi vuole davvero ma ha solo paura di fare.

 


Tags:  consigli lavoro televisione

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