Slider / storie di donne / 29 marzo 2016

Quanto è viva Alda Merini a Milano

Di solito succede che ci si ricorda delle persone note, che non ci sono più, quando c’è una ricorrenza speciale un compleanno o un anniversario. Anche Alda Merini segue la regola, di lei s’è ricordato Google il 21 marzo, giorno del suo 85esimo compleanno, con il doodle giornaliero.

Il 21 marzo ricorre anche la Giornata Mondiale della Poesia e le due cose sembrano più destino che coincidenza.

Quel giorno Alda Merini era trending topic su Twitter.

Quel giorno di Alda Merini circolavano poesie, frasi, citazioni più del solito.

(Compresa la mia)

Quel giorno ho scoperto che il suo nome è cercato su Google circa 33 mila volte in un mese.

E dunque non c’era giorno migliore del 21 marzo per presentare la prima edizione del Premio Poesia Casa Museo Alda Merini, organizzato dall’associazione La casa delle artiste che gestisce lo spazio Alda Merini. Tra i tanti premi di poesia dedicati a lei, questo è il primo legato al Museo che Milano le ha dedicato. Si trova in via Magolfa 32 ed è una ricostruzione dell’arredamento della sua camera da letto, il luogo forse da lei più amato.

Il premio è rivolto a tutti, senza distinzione d’età, ma non è per chi s’improvvisa poeta perché richiede un certo impegno: nella prima categoria si partecipa con una silloge di poesie e nella seconda con una perfomance poetica. Scadenza del bando il 10 giugno 2016. 

Alda Merini è scomparsa nel 2009, ma se la sua Milano si è dimenticata di lei quando era in vita, oggi Alda Merini nella sua Milano è ancora più viva.

Quel giorno ho scoperto che ai reading poetici della Casa Museo partecipano anche tanti ragazzi. Ammetto che, nonostante i social abbiano dato nuova linfa alla poesia, ho il pregiudizio che sia sempre letta da gente vecchia e analogica (va bene io faccio eccezione 😜).

Alda Merini è l’outsider della poesia. Motivo vero per cui molti l’amano: non è mai stata e non è tutt’ora dentro i contorni in cui crediamo siano confinati i poeti.

Quel giorno ho sentito raccontare dalla sua biografa ufficiale un aneddoto che più o meno fa così: un giorno Alda le disse: «Vuoi vedere come si vendono i libri? Prima di tutto vestiti bene», e l’addobbò con un suo enorme cappello, poi andarono in una libreria e le disse di guardarsi intorno mentre lei si avvicinava al librario con un peluche spennacchiato in braccio. «Ti piace il mio bambino», disse Alda al librario, «No, non questo. Questo!» e tirò fuori il suo libro di poesie. «Vuoi venderlo nella tua libreria? Ma pagamelo come si deve, non natura perché tra me e te ci esce un figlio così» e gli indicò il peluche. Sarò di parte, ma io questo metodo l’ho trovato geniale. 

Chi ama è il genio dell’amore

scrive Alda Merini in una raccolta che ho appena comprato: “Folle, folle, folle d’amore per te”, edito da Salani Editore.

Per chi volesse su Netflix può vedere il documentario “La pazza della porta accanto: Conversazione con Alda Merini” e conoscerla attraverso le sue parole, le sue perle, la sua casa e le sue mani mai prive di una sigaretta.


Tags:  Alda Merini casa museo alda merini concorso di poesia milano poesia

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