Coaching / Slider / 9 ottobre 2018

Un metodo matematico per prendere decisioni (anche quelle di pancia)

Photo by Malcolm Lightbody on Unsplash

Per le tante persone che faticano a prendere una decisione, come me, ho letto qualche settimana fa un articolo che parla di un metodo matematico per decidere, che ho provato a mettere in pratica. L’articolo è del Corriere della Sera, e lo trovi online (Ogni giorno prendiamo 35 mila decisioni: come non sbagliare).

A consigliare il metodo è una che di decisioni se ne intende perché studia come si comporta la mente e l’animo umano di fronte alle scelte. Si chiama Valentina Ferretti, docente di Scienze della decisione (ma esiste davvero?!) alla London School of Economics. Ferretti studia le trappole mentali che possono mettersi tra di noi e la nostra decisione e unisce all’approccio psicologico quello matematico.

Colta dalla curiosità del metodo l’ho provato semplificandolo moltissimo. Ferretti va in profondità e spiega cosa sottende il sistema matematico decisionale, ma io ne ho tratto una versione di comodo. Molto più facile (e magari non perfetta) per poterla attuare senza troppi sforzi mentali da parte mia.

Il metodo matematico per decidere

Di base si tratta di valutare la situazione e capire prima di tutto se ci troviamo di fronte a un problema o a un’opportunità. Poi, è fondamentale mettere noi in relazione alla situazione ponendoci delle domande: “questa decisione quali vantaggi mi dà? Che cosa mi consente di fare? Come mi rende: felice, infelice, insicura?”. Alla luce di questa prima analisi, si trovano eventuali soluzioni e sulla base delle risposte che ci siamo dati, diamo un punteggio a ciascuna delle possibili alternative. Non è detto che la scelta con il punteggio più alto sia davvero quella che prendiamo, a volte, bisogna avere una prospettiva a lungo termine e la scelta finale non è quella in pole position. La cosa interessante, però, è che si crea una graduatoria di possibili scelte. E solo quando hai di fronte questa scala matematica di soluzioni che hai davvero un quadro completo della decisione che stai per prendere. E, paradossalmente, non ti senti davanti a un bivio.

Ho provato il metodo in un paio di circostanze e l’ho trovato funzionale. Non ho provato rammarico per aver scelto altro, perché anche se non prendiamo la soluzione migliore, prendiamo quella che ci sembra tale in base alle circostante e all’analisi. E l’istinto? In tutto questo ha ancora una parte l’istinto? Quando si tratta di seguire una via al posto di un’altra a me piace tiare fuori il concetto di intuizione, più che l’istinto, perché l’intuizione è un fiuto che ti permette di odorare la scelta da fare. È un presentimento, quello che senti nella pancia.

Ebbene, si può usare l’intuizione alla fine. Una volta messe sul tavolo le possibili scelte, ciascuna con il proprio punteggio, se la pancia continua a farti propendere per la scelta con un punteggio minore, forse è il caso di seguire quel vortice al centro dello stomaco. L’intuizione a questo serve: a scegliere nonostante tutto, ma invece di essere nella nebulosa delle possibili soluzioni, il metodo analitico-matematico aiuta a fare chiarezza, a vedere meglio e più in prospettiva la decisione da compiere. Alla fine puoi: a) scegliere di seguire la logica matematica e preferire la soluzione con il ponteggio più alto; b) scegliere cosa ti dice la pancia. In entrambi i casi è proprio grazie all’analisi iniziale che ti senti pronta ad assumerti le responsabilità della scelta.

“L’intuizione è sempre attenta a guidarci nella direzione che dobbiamo seguire, e userà qualunque mezzo a disposizione per aiutarci” (Shakti Gawain Il Potere dell’Intuizione).  E lo farà anche usando questo metodo matematico.


Tags:  coaching crescita personale decidere prendere una decisione raggiungere gli obiettivi scegliere scelta

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