Coaching / Slider / 12 maggio 2016

Kakebo, il libro dei conti di casa, aiuta davvero?

Dovrebbe far risparmiare il 35% delle proprie finanze e non è poco. Il kakebo è il metodo giapponese per tenere in ordine i conti. È nato nel 1904, ma l’ho scoperto solo quest’anno e l’esperienza dei primi mesi è positiva, anche se non lo sto usando al cento per cento delle sue potenzialità. E se mi farà risparmiare davvero quel 35% lo scoprirò solo a fine anno.

Di sicuro mi sta insegnando ad essere consapevole del denaro che guadagno e spendo e, soprattutto, a essere costante nel misurare le spese sul lungo periodo. Di tentavi di gestione economica ne ho fatti tanti, anche digitali, ma non sono mai stata così precisa. Di solito dopo alcune settimane, comincio a essere più approssimativa ritornando ad avere solo un’idea a spanne del denaro che circola in casa.

Che cos’è il Kakebo

Per chi non lo conoscesse, il kakebo è un’agenda dettagliata su cui annotare le proprie spese. Il nome in giapponese significa “libro dei conti di casa”. Ed è esattamente questo. L’ha inventato una giornalista giapponese, Motoko Hani, nata nel 1873, ideatrice della prima rivista femminile nipponica. Il fatto che sia usato da oltre un secolo e sia diventato mondiale, la dice lunga sulla sua validità.

Le pagine sono schematiche e questo facilita la compilazione. Si parte con l’annotazione di quanto si guadagna a inizio mese e delle spese preventivate. Si continua con la compilazione quotidiana di quanto si spende e le spese sono divise per settore: spese di sopravvivenza (alimentazione, trasporti, farmacia…); optional (bar, ristoranti, shopping, estetica, tabacco…); cultura (libri, cinema, musica…); extra (viaggi, spese per la casa, regali…) con la possibilità di aggiungere all’interno di ciascuna, altre eventuali voci di spesa. Oltre al mese e al giorno, il calcolo si fa anche settimanalmente, sommando appunto le spese giornaliere a fine settimana.

Diviso anche in trimestri, il kakebo è fatto in modo che davvero non ci si può dimenticare spese e voci e richiede impegno, eh già. Molti mi hanno detto di conoscerlo, ma che si scoraggiano di fronte alla quantità di voci da compilare. Se può motivare, ho notato che più si usa più diventa mentalmente indispensabile farlo.

In più ci sono dei consigli per risparmiare. Piccole idee spesso ritenute talmente irrilevanti da scartarle a priori, senza renderci conto che una banale moneta messa in un salvadanaio, a fine anno, ci regala un piccolo gruzzolo per farci quello che vogliamo.

I limiti del kakebo

Per i freelance non è scontato avere un’idea di quanto si guadagna mensilmente perché può variare anche di molto. Inoltre, non essendoci un giorno fisso di pagamento è difficile fare i conti con una cifra che potrebbe arrivare il 10 come il 20 del mese. Annotare a inizio mese quanto ho a disposizione non è sempre facile.

Nonostante questo limite, sto cercando di essere ordinata e costante il più possibile. E forse proprio perché manca il fisso ho esigenza più di altri di un libro che mi aiuti a tenere i conti in ordine.

Direi che è diventa una sfida. Studi scientifici dimostrano che scrivere a mano diminuisce lo stress, un effetto mica male quando si deve scrivere di spese. E poi ho l’impressione che la scrittura a mano possa aiutare ad avere più consapevolezza. Però una cosa è certa: questo esercizio quotidiano è diventato un appuntamento a cui tengo molto. Spero mi aiuti a risparmiare, ma soprattutto ad avere un rapporto più sereno con i conti. Io mi sto impegnando e, di solito, proporzionato all’impegno arriva sempre un premio. E se è in denaro, è anche meglio!


Tags:  denaro gestione spese kakebo spese di casa

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