cavalli / libri / Lifestyle / Slider / 28 Gennaio 2019

Lo sport dei re di C.E. Morgan, Einaudi

La corsa dei cavalli è senza dubbio Lo sport dei re perché per vincere devi avere lo stesso coraggio, la stessa leadership e gli stessi soldi di un re. Lo sport dei re, il romanzo di C.E. Morgan è la storia di un uomo, Hanry Forge, che diventa re delle corse di cavalli

Ho letto questo libro che mi è stato consigliato, perché da quando ho iniziato ad appassionarmi ai cavalli non faccio altro che cercare storie che abbiano i cavalli protagonisti o che in qualche modo bazzicano intorno ai cavalli. Il cavallo ti prende in tutto, è più di una passione, è uno stile di vita e anche una scelta di lettura. Ma questo libro, Lo sport dei re, è in grado di stupire anche chi di cavalli non sa nulla e non non ne vuole sapere, perché la storia che si srotola lungo le 571 pagine del romanzo prende, coinvolge e sconvolge qualsiasi lettore. O, meglio, un bravo lettore, perché non è un libro per chi legge poco. Complesso nella storia e nello stile, va giù solo se sei un lettore attento o sei predisposto ad esserlo.

Dentro la storia di questo ricco proprietario terriero che vuole creare il cavallo perfetto c’è un’intreccio di temi e tabù; c’è il razzismo, l’affronto del nero, l’incomprensione familiare, la nascita di un bambino che cambia l’esistenza e la mente dell’uomo. E naturalmente ci sono le corse dei cavalli, il famoso Kentucky Derby e una descrizione scrupolosa della riproduzione e dell’allevamento dei cavalli, che non annoia né spaventa ma apre a un continuo legame con la vita stessa.

Il cavallo perfetto si ottiene con un’attenta e studiata selezione di cavalli, con la giumenta ingravidata dal proprio figlio, e con la freddezza di chi vuol fare i soldi. Ma Lo sport dei re non è solo un libro sulle scommesse. C’è un fantino che fa saltare i nervi, come farebbe, forse, qualsiasi fantino sicuro di sé, desideroso di vincere, pronto ad imbrogliare il prossimo come una corsa di cavalli. Ma è solo un uomo tracotante senza esserne consapevole.

E poi c’è lei, Henrietta, la figlia unita al padre, soffocata dai desideri paterni eppure fredda, perfetta amazzone che si lascia scaldare solo dall’uomo nero. È lei il fulcro e la fragilità nel romanzo, come lo è Allmond, il ragazzo segnato dal colore della pelle che non ha riscatto. Ha di meglio, ha l’amore, ma non se ne accorge.

Edito da Einaudi, Lo sport dei re è un romanzo che schiaffeggia il lettore, lo costringe ad andare avanti, lo tormenta con le cose non dette o con le azioni che i protagonisti non fanno. È un libro dalla scrittura complessa ed emozionante senza fuochi d’artificio, è un quadro di casa Forge, del sud degli Stati Uniti e dei suoi retaggi culturali senza pennellate superflue, semplicemente perfette. 

Pensi che siano stati gli uomini comuni a fare la storia? La storia la fanno le persone particolarmente esigenti, quelle intrattabili, testarde, che non si arrendono mai. Uomini che vogliono diventare qualcosa di diverso rispetto ai loro padri.

Non tutte le persone solitarie sono geni, ma tutti i geni sono solitari. 

Devi essere te stessa fino in fondo se vuoi raggiungere la grandezza, ma è possibile che tu debba perderti del tutto durante il percorso. 

Quando dice non sapevamo di essere poveri, non è la verità; è una frase in codice che significa mia madre mi ha cresciuto bene, mi ha amato, e l’amore è come uno scudo. 

Sai perché hanno ucciso Cesare? Perché voleva diventare re. 


Tags:  cavalli eiunaudi letture libro lo sport dei re

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