Slider / storie di donne / 1 giugno 2016

Loretta Falcone: dalla Nasa alla scoperta della sindrome Pandas

È nata in America e ha il padre abruzzese. Ha conosciuto suo marito neozelandese in India e oggi vive in Italia. Loretta Falcone è una scienziata che ha lavorato per sette anni alla Nasa e pur continuando la sua collaborazione con l’agenzia americana, dedica il suo lavoro a una start up d’oltreoceano lavorando in provincia di Como.

Quando ho intervistato Loretta Falcone per Cosmopolitan, ci sono state molte cose che mi sono piaciute di lei:

  1. Quell’approccio americano al pensiero che tutto sia possibile. Vuoi fare la scienziata? Non c’è nulla e nessuno che te lo impedisca: se vuoi puoi.
  2. La fiducia in se stessa anche quando a 23 anni ha affrontato i suoi prof che non davano credito al suo modello di pianeta che faceva le capriole. Ma poi hanno dovuto ammettere che aveva ragione.
  3. Quell’approccio tutto americano all’idea che sbagliare è un gioco e che l’errore non è una tragedia.
  4. La fiducia nel suo istinto, nel seguire sempre la sua pancia. Lei che è una scienziata.

Ed è stato proprio l’istinto che l’ha aiutata a scoprire la malattia di cui soffriva suo figlio e che in medici non riuscivano a vedere.

Quando suo figlio ha cominciato ad avere comportamenti diversi dal solito, i medici le avevano detto che si trattava di un problema di natura psicologica. Ma lei ha capito da subito che quella diagnosi di comportamento ossessivo compulsivo mal si adattava alla patologia di suo figlio. Così ha iniziato una sua ricerca per capire davvero che cosa lo aveva colpito.

Ho realizzato il mio modello, ho presentato 20 slide in cui spiegavo quale secondo me era la malattia di mio figlio, ma nessun medico mi credeva, anche se non potevano rifiutare del tutto la mia tesi. Finché ho incontrato una dottoressa in Toscana che mi ha aiutato.

È stato così che Loretta Falcone ha capito che suo figlio soffriva di una sindrome poco conosciuta e dai sintomi difficili da individuare, chiamata Pandas. A provocarla è un batterio, lo streptococco, lo stesso che provoca la febbre reumatica. Per diagnosticarla basta un tampone faringeo e per curarla serve lo stesso antibiotico della penicillina. Il batterio crea un’infiammazione di una parte del cervello ma le spie sono comportamentali: anoressia, ansia, depressione, difficoltà di scrittura. La difficoltà più grande però è capire i sintomi per agire in tempo, perché se non si cura nel primo mese può diventare cronica.

L’ultima cosa che mi è piaciuta di lei, a parte la voce e il suono del suo sorriso al telefono, è una riflessione che nasce dalla sua continua osservazione del cielo:

Una volta, quando stavo realizzando un modello su Giove, ho voluto inserire anche la Terra che appariva in tutto quello spazio un granello di sabbia, un pixel infinitamente piccolo. E sono entrata in crisi per questo. Per uscirne mi sono detta che noi siamo unici, che siamo anche piccoli ma siamo davvero fatti come le stelle. E dovremmo lavorare di più insieme, perché siamo tutti uniti, parte di un solo universo, siamo fatti tutti delle stesse emozioni.

E allora mi ha fatto pensare che, forse, per relativizzare i problemi, metterci nei panni degli altri, lasciarci ispirare, ma anche per sentirci un po’ meglio, dovremmo guardare tutti, un po’ di più, il cielo di notte.

E a proposito di scienziate… Leggi anche la storia di Marina, astrofisica a Tenerife


Tags:  loretta falcone malattia nasa pandas scienziata sindrome

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