Slider / storie di luoghi / 28 aprile 2015

Un weekend a Tunisi e la meraviglia del Museo del Bardo

Ho visitato il Museo nazionale del Bardo a un mese esatto dall’attentato terroristico del 18 marzo 2015. Che cosa ho visto è in parte qui, in queste foto. Ho visto la meraviglia dell’arte e ho visto soprattutto la storia che questo luogo conserva. Una storia incisa nei secoli e che non intende fermarsi a quel 18 marzo, come dimostra l’impegno dell’Ente Nazionale del Turismo Tunisino che sta promuovendo una campagna #Tunisiaiocivado per favorire il turismo. (Leggi anche l’articolo dell’Ansa Viaggio nel Bardo 30 giorni dopo l’attentato).

E io ho avuto l’opportunità di andarci insieme ad altri giornalisti, blogger e operatori turistici durante il viaggio organizzato dall’Ente per dare un segnale forte al turismo tunisino, un comparto che rappresenta il 7% del Pil nazionale.

All’ingresso, non si può non osservare in silenzio la stele con i nomi delle vittime dell’attentato. All’entrata la sicurezza è stata intensificata per visitare uno dei Musei più famosi al mondo che custodisce ben 5000 metri di mosaici.

Ingresso Museo del Bardo

Di fronte all’enorme ingresso a vetri colpisce la maestosità del mosaico dedicato a Nettuno: si tratta del pavimento di una villa romana risalente alla prima metà del terzo secolo dopo Cristo.

Trionfo di Nettuno al Museo del Bardo

Trionfo di Nettuno al Museo del Bardo

Carthage room

Carthage room

Tra le stanze più importanti c’è la Carthage room, caratterizzata da portici e da alcune tra le più belle statue conservate. Molti dei mosaici raccontano la vita del mare: agli abitanti del mare e alla mitologia marina sono dedicati moltissimi disegni, ma non mancano scene ispirate alla caccia.

museo del bardo

Mosaici Marini

Mosaico di caccia

mosaico pavimento

Tra i mosaici più preziosi, il ritratto del poeta Virgilio con l’Eneide tra Clio, musa della storia, e Melpomene, musa della tragedia.

Mosaico di Virgilio

Qui tutto salta all’occhio, è un trionfo di colori, di geometrie e forme che raccontano la vita. E persino i piccoli dettagli hanno una bellezza fintamente dismessa come queste finestre.

Finestra del Museo del Bardo

Finestre museo del bardo

Il Museo del Bardo non dimentica e non si lascia intimorire. Queste opere e questi mosaici resistiti ai secoli, ai viaggi e ad altre barbarie sono più forti, immortali. Si conservano intatti assorbendo nella loro storia i piedi che gli hanno calpestati, le mani che li hanno toccati e oggi anche i colpi che li hanno feriti.

opere museo del Bardo

particolare soffitto Museo del Bardo

Ho visitato il Museo del Bardo in un weekend, con incluso un giro alla città di Tunisi. Il volo da Milano con Tunisair dura un’ora e mezza. La Tunisia è vicina e lo dimostrano i tanti interessi commerciali che da anni ha instaurato con l’Italia. Quello che mi è piaciuto visitando la Medina (che è anche Patrimonio dell’Unesco) e poi la parte più turistica, Sidi Bou Said, con i souk e le case bianche e blu, non è stata solo la bellezza di Tunisi, ma la cordialità della gente. Non uno che non abbia sorriso incrociando il mio sguardo, non uno che non abbia mostrato di sapere quanto siano importanti i turisti per il suo paese, non uno che non mi abbia fatto sentire la benvenuta a Tunisi.

Sidi Bou Said,

Sidi Bou Said

Sidi Bou Said,

Sidi Bou Said

Souk a Sidi Bou Said,

Souk a Sidi Bou Said

Particolare della Medina

Particolare della Medina

Vista dei tetti della Medina

Vista dei tetti della Medina

 La vista del Mediterraneo: dall’altra parte di questo mare, da cui sorge il sole, c’è la Sicilia. Nel punto più vicino dista solo 140 Km dalla Tunisia.

Tunisia

Barche in Tunisia

(Questa è la luce che ho catturato al mattino dalla stanza dell’Hotel Movenpick dove ho soggiornato).


Tags:  mosaici museo del bardo tunisi tunisia

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