Coaching / Slider / 1 gennaio 2018

Il 2018 è l’anno del “Me ne fotto” (adotta anche tu il motto)

(Photo by Amy on Unsplash)

Ti è mai capitato di vivere in apnea? Di andare sott’acqua e trattenere il fiato, ferma in un punto della vita mentre gli eventi scorrono intorno come correnti, portandosi i giorni, le persone e i momenti lontano da te? Ti chiedo se hai mai sentito la sensazione di essere in attesa, ma di non sapere di che cosa. Di bramare il momento in cui poterti muovere, ma in realtà nessuno ti sta trattenendo se non tu stessa. Il mio 2017 è stato così. Ho fatto un balzo avanti per alcuni aspetti della vita, ma per un anno non mi sono sentita me stessa. Qualcosa senza nome e senza volto ha premuto l’interruttore e mi ha spenta. Per quasi un anno, non ho visto me stessa. Ti è mai capitata una sensazione così brutta? Eppure l’anno appena passato non è stato così spiacevole, anzi. Il 2017 è stato l’anno della consapevolezza. Ci sono tante cose che ho rimandato e che avrei voluto fare, ma ci sono state anche tante sorprese. Non sto facendo un bilancio, né intendo fare propositi per il 2018. Magari anche tu, come me, non ami fare bilanci e propositi e ti piacerebbe fare qualcos’altro. Magari rispondere a delle domande. Ne hai una da porti il primo Gennaio alla quale hai un anno di tempo per rispondere? La mia domanda per te è se anche tu hai mai vissuto la sensazione di essere immersa così profondamente nel rumore da non sentire la tua voce. A un certo punto, tuttavia, accade qualcosa che piano piano ti fa tornare a galla e ripartire. Hai già provato la sensazione di tornare a galla?

Io non ancora, e non so se lo farò nel 2018. Però è quello che ho intenzione di fare, perché la mia domanda a me stessa è: quale strada intendi percorre per tornare di nuovo alla superficie delle cose?

La strada è racchiusa in questo pezzo dell’Huffington Post che ho riletto come un rituale l’ultimo dell’anno: La vita migliora (e tanto) quando inizi a fregartene. Voglio fare esattamente quello che dice il suo autore: fregarmene. E sento che il 2018 è l’anno del “me ne fotto”. Anche un mio amico lo dice, e qui lo cito perché possiate visitare il suo sito: Diego ne ha fatto un manifesto della FŪCK PHILOSOPHY.

L’arte di fottersene è impegnativa, per questo va presa seriamente. Auguro a tutti di saperla applicare. Non serve molto in fondo. Bisogna smettere di sentire la voce degli altri e alzare il volume del proprio istinto. E mentre ti lascio alla tua domanda del 2018 riassumo 3 brevi punti del pezzo. 

1. Non devi per forza essere come tutti gli altri.

2. Le persone che hanno sconvolto il mondo hanno creato le loro regole nonostante l’enorme resistenza. Ma lo hanno fatto lo stesso.

3. Non aspettare l’approvazione. Chiedi la comprensione, non il permesso.

Infine, ti ripropongo un altro esercizio di coaching che ho condiviso nel 2016:

Invece dei buoni propositi, per il nuovo anno scrivi il tuo manifesto


Tags:  2018 anno nuovo coaching come fregarsene

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