Slider / storie di luoghi / 30 luglio 2015

Nel deserto a sud del Sinai, nel parco di Ras Mohammed

Ho una predilezione per i luoghi caldi. C’è chi preferisce quelli freddi. Io subisco il fascino dei luoghi dove la temperatura ti consuma le forze, perché mentre il freddo accelera il metabolismo, il caldo ti sfianca, ti prosciuga, chiedendoti sotto forma di sudore ciò che è indispensabile alla sopravvivenza.

Non credo dipenda dal luogo in cui si è nati, perché tanti del sud amano i paesaggi affascinanti del ghiaccio. Natura che, senza dubbio, ha una bellezza disarmante. Ma tornando ai posti caldi,  quando ho visto per la prima volta il deserto a sud della penisola del Sinai, in Egitto, ne sono rimasta totalmente ammaliata. Ne ho visto un pezzetto, ma tanto è bastato per essere colpita dalla luce e dai colori.

ras-mohammed-rocce-2

Si tratta poi di un deserto diverso dagli altri perché montuoso, e queste montagne di granito hanno colori che vanno dal rosso, al bruno, al giallo per la loro conformazione millenaria.

La luce accecante del deserto è luce ampia, si stende sulla terra come un secondo, impalpabile strato sopra la polvere.

Se dovessi indicare un percorso di travel coaching, il deserto sarebbe di sicuro uno di quei luoghi in cui sono certa si possa lavorare tanto su se stessi. E probabilmente proporrei proprio il deserto intorno a Sharm el Sheikh, a pochi chilometri, cioè, da un posto costruito apposta per dare all’uomo un diversivo. In un’area circoscritta da alberghi, parte residenziale e turismo, hai tutto, persino locali dove pattinare sul ghiaccio, mentre a pochi chilometri non hai più niente. E solo tre sono gli elementi che ti avvolgono: terra, mare e cielo.

Ras mohammed-terra.mare-cielo

Fuoco, acqua e aria. La rigenerazione personale arriva dalla capacità di sentire questo luogo e di sfidare ciò che rappresenta.

Sarà un caso che uno dei libri più letto al mondo, Il Piccolo Principe, sia ambientato in un deserto? (Anche se quello è il Sahara).

“Lo spirito del deserto spinge l’uomo a non star mai fermo in nessun luogo e a prender la roba dove c’è. Come il pesce nuota nel mare e l’uccello vola nel cielo”. Vittorio Giovanni Rossi.

Il mio viaggio

Sono stata ospite del tour operator Settemari al villaggio Jaz Belvedere di Sharm el Sheikh. E ho fatto una breve escursione a sud di Sharm, nel Parco Nazionale di Ras Mohamed, dove è possibile fare snorkeling e ammirare una meravigliosa barriera corallina.

Ras-mohammed-la-porta-di-allah

All’entrata del parco c’è la porta di Allah, una monumentale scritta attraverso la quale passa la strada per accedere a un parco marino di una bellezza straordinaria.

Solo una parte del parco di Ras Mohammed è visitabile, ma è tra i più importanti: qui ci sono numerosissime varietà di coralli, circa 200. Ed è un vero gioiello, un parco antichissimo, dove è possibile trovare anche fossili e dove c’è il lago Magico, chiamato così per il colore del mare che cambia continuamente durante il giorno e non è visibile dai satelliti per la sua concentrazione di piombo.

Ras-mohammed-il-lago-magico

ras-mohammed-mangrovie

ras-mohammed-fessura-causata-dal-terremoto

Ras-mohammed-fossile

Ras Mohammed granchi

Qui trovi aree di mangrovie e le tende dei beduini dove fare una sosta per bere karkadé caldo. Il deserto ha tutto e niente, ma come tutti i posti della terra offre doni che l’uomo poi impara a usare: la nostra guida ci ha regalato mazzetti di erbe raccolte al momento, ognuna con un fine specifico, contro il mal di testa, contro il mal di pancia o semplicemente per profumare la borsa. Nel deserto si è nomadi, e ci si ingegna con ciò che c’è, metafora impeccabile della vita.

Ras-mohammed-rocce


Tags:  deserto egitto ras mohammed sharm el sheikh sinai

Bookmark and Share




Previous Post
Krk, i colori saturi della Croazia e quel respiro lento
Next Post
Ponza e Ventotene, selvagge, bellissime e ricche di piaceri







1 Comment

Sep 29, 2015

sono trascorsi solo pochi minuti eppure ciò che ho letto e visto, con la mente e gli occhi in apparenza, senza rendermene conto, già mi ha trasmesso “l’effetto emotivo dell’arte”, così tanto da vincerelamia pigrizia per ringraziarla, per me e per regalare conforto ad altri.
Per me un valido incentivo a comprarmi una stampante e dare più valore agli strumenti tecnologici. mille grazie.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *



More Story
Krk, i colori saturi della Croazia e quel respiro lento
La mia prima volta in Croazia è stata sull'isola di Krk. Un'isola turistica, ma forse non quanto la Dalmazia, e visitata...