Slider / storie di luoghi / 19 giugno 2016

Valle Intelvi, la valle dell’intarsio, dello sport e del vecchio contrabbando

Confesso che non avevo mai sentito parlare di Valle Intelvi prima di un anno fa, né posso dire di conoscerla bene oggi. Perciò, chi cerca una guida per visitarla qui non troverà molte informazioni. Però, posso raccontare le emozioni che mi ha regalato questa valle quando ci sono andata. L’ho scoperta. Ho scoperto la sua tranquillità e la sua memoria e mi è piaciuta.

La storia di questa valle è una storia semplice, fatta di persone al confine, gente che sta di qua dalla Svizzera, però è alla Svizzera che guarda. I luoghi di confine sono sempre un po’ indefiniti, è il loro bello. A dirti che non sei né da una parte né dall’altra, ma sei nel bel mezzo della linea che definisce i due paesi, ci pensa il cellulare che in territorio italiano si aggancia alla compagnia svizzera. Ma questo è quello che succede oggi. Fino a qualche decennio fa a dirti che camminavi sul dorso di un territorio indefinito erano i corrieri del contrabbando.

A Erbonne c’è il Museo del Contrabbando, una piccola stanzetta, la vecchia Caserma della Finanza dismessa nel 1977, ricca di oggetti che raccontano la sua storia. Il Museo è nato del 2002 ma racconta una storia non troppo lontana, perché il contrabbando al confine italo-svizzero era un fenomeno sociale d economico attivo fino agli anni ’60 e ’70. I contrabbandieri detti sfrosatori portavano dalla Svizzera sigarette, caffè, zucchero e sale, mentre dall’Italia portavano il riso, camminando di notte nei sentieri del bosco e usando una bisaccia chiamata bricolla.

Valle Intelvi Museo del Contrabbando 2

Non era certo un contrabbando nato per arricchirsi, lo era soprattutto per la sopravvivenza delle persone del luogo. Ed è stato provvidenziale durante la Seconda Guerra Mondiale per la salvezza di molti ebrei che, grazie proprio alla conoscenza del territorio dei contrabbandieri, sono riusciti a rifugiarsi in Svizzera.

Oggi c’è ancora il ponte che, attraverso il bosco, segue quei sentieri.

Valle Intelvi, ho scoperto, è conosciuta per tante altre cose. Per esempio qui ci sono molte ville di vacanza dei paesani che si erano trasferiti in città come Milano. La seconda ragione per la quale la Valle è conosciuta è che qui il cavallo è una passione e si viene per praticare equitazione. Il terzo motivo per cui vale la pena passarci un weekend o qualcosa in più, sono le lunghe camminate nei boschi.

Questa è una Valle dove si fanno tantissimi altri sport, speleologia, mountain bike, kanyoning e dove chi viene in moto trova bellissimi itinerari e puro divertimento. Qui si mangia bene e genuino (da provare i prodotti caseari), c’è silenzio e una pacifica tranquillità.

Valle Intelvi formaggio

Qui c’è tanto da vedere, parliamo di luoghi che raccontano la nostra cultura. Per esempio merita una visita la Chiesa dei Santi Nazaro e Celso a Lanzo d’Intelvi con annesso il cimitero o la Chiesa di San Pancrazio a Ramponio Verna. 

Valle Intelvi Chiesa Santi Nazzario e Celso

Valle Intelvi Affresci Chiesa Santi Nazzario e Celso 2

Da non perdere a Lanzo d’Intelvi il Belvedere della Sighignola dove si apre uno splendido panorama sulla città di Lugano. Mentre a Schignano si può ammirare l’arte dell’intaglio.

Valle Intelvi_Belvedere Sighignola

Questa valle non è modaiola e forse non lo diventerà mai, neppure se investisse in campagne massicce di pubblicità, perché è fatta di gente che vi ospita nella propria terra con abbondante gentilezza, ma non vi “alliscia”. Se ci andate è perché la trovate autentica, perché avete capito quanta ricchezza non ostentata possegga e perciò vi piace. 

Valle Intelvi

Per saperne di più, questi siti hanno tutte le informazioni che servono:

valleintelviturismo.it

valleintelvi.info

lamascheraschignano.it

Per mangiare merita un pranzo il ristorante Rondanino di Lanzo d’Intelvi.


Tags:  equitazione lago di como lago di lugano lombardia turismo valle intelvi

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