Palazzo Marino, la porta d’ingresso per conoscere Milano

Palazzo Marino, la porta d’ingresso per conoscere Milano

Palazzo Marino è lì, in Piazza della Scala 2, da… sempre. Chi viene in visita a Milano ci passa davanti, lo guarda e ne riconosce il simbolo. Chi ci vive, lo sente nominare spesso. Aprirei, però, un sondaggio per scoprire quanti lo hanno visitato. Perché Palazzo Marino è la porta d’ingresso per conoscere Milano, ma come spesso accade quando un luogo è troppo famoso, finisci per tenerlo lontano da te, troppo scontato da andare a vedere, troppo importante, imponente, storico. È lì come un simbolo e come tale intoccabile. Poi si fanno delle attività civili lì dentro, chi mai ha voglia di farsi un giro in un luogo dove ci sono anche degli “uffici”? Palazzo Marino dal 19 settembre 1861 è sede del Comune di Milano.

E lo ammetto: sono tra quei cittadini trasferiti e residenti a Milano da più di un decennio che non ha mai visto la storica residenza. Eppure, Milano inizi a conoscerla dalle sue stanze.

Le stanze di Palazzo Marino

La visita parte dalla Sala delle Tempere che ospita quattro tele risalenti al Seicento e dedicate alla vita dei santi Pietro e Paolo provenienti da Villa Litta Modignani, un altro palazzo storico di Milano che vale una visita, oggi sede della biblioteca rionale di Affori.

La seconda è la Sala degli Arazzi le cui pareti sono coperte interamente da arazzi risalenti al Cinquecento e Seicento che raccontano scene storiche e mitologiche, e che provengono dalle Civiche raccolte del Castello Sforzesco.

Si passa poi alla Sala della Trinità che espone gli affreschi provenienti dalla chiesa di San Vito in Pasquirolo e che raffigurano la Trinità.

Tra le più suggestive, la Sala Alessi è un insieme di elementi architettonici e artistici che catturano gli occhi. Simile come forma a un tempio greco, sulle porte poste l’una di fronte all’altra ci sono i busti di Ares e di Atena. La Sala prende il nome dall’architetto Galeazzo Alessi che progettò Palazzo Marino. Gli affreschi raffigurano scene mitologiche come quella di Perseo e Bellerofonte.

Sala dell’Urbanistica

Una luce calda illumina al mattino la Sala dell’Urbanistica, nella quale si possono ammirare riproduzioni storiche dei palazzi e delle opere architettoniche più importanti di Milano, come L’Arena Civica o La Scala e scene di vita milanese con i ritratti dei quattro architetti che hanno costruito il volto della città tra cui Giuseppe Piermarini.

Sala Marra

Nella Sala Gialla spicca il lampadario in cristallo di Boemia, la specchiera in legno dorato e l’orologio francese che ricordano com’era decorato all’epoca di Marino, il suo palazzo. Da qui si entra nella Sala Marra e il racconto più curioso di questa sala è legato alla nipote di Tomaso Marino, che nacque proprio in questa stanza. Era Marianna de Leyva conosciuta come la monaca di Monza.

Loggiato d’Onore

La visita prosegue con la Sala Consiliare dove si riunisce il consiglio comunale. Si passa poi al Cortile d’Onore rimasto praticamente identico a come fu costruito ai tempi di Marino, mentre una parte dell’edificio è stato ricostruito dopo essere stato abbattuto nella Seconda Guerra Mondiale. Lungo il Loggiato d’Onore si possono ammirare i busti degli ex sindaci di Milano.

Sala dell’Orologio

La Sala dell’Orologio è tra le più conosciute perché è la Sala di rappresentanza del Sindaco. Qui colpiscono le tele seicentesche, il pavimento in marmo e l’orologio da mensola posto sulla porta.

Infine, la Sala della Giunta conserva tre grandi affreschi del Tiepolo provenienti da Palazzo Dugnani.

La storia di Palazzo Marino

Il Palazzo prende il nome dal ricco mercante di origine genovese che desiderò costruirlo, Tomaso Marino. La costruzione fu affidata all’architetto Galeazzo Alessi nel maggio del 1558. I lavori, però si fermarono per problemi finanziari di Marino. Alla sua morte nel 1577 solo una parte dell’edificio fu completato.

La storia di Tomaso Marino è molto interessante, divenne una delle persone più ricche di Milano grazie alla sua attività di prestasoldi presso gli spagnoli, grazie ai quali aveva ottenuto incarchi alti e prestigiosi. Il Palazzo fu completato alla fine dell’Ottocento.

Visitando Palazzo Marino ho conosciuto poi la storia dell’origine del nome di Milano direttamente dal pelo dei cinghiali. Nel cortile, infatti, è raffigurata la Scrofa simbolo di Milano. Secondo la leggenda i Galli che arrivarono nella Pianura Padana, si insediarono in questa zona dove c’erano i cinghiali che era diversi, però, da quelli conosciuti perché avevano la parte davanti ricoperta di pelo. Per questo chiamarono questo tipo di cinghiale medio-lanum. Da qui il nome Mediolanum.

Come prenotare

Vivo a Milano, fissa, dal 2004 e non mi sono mai sentita fissa davvero. Ho pensato spesso di andare via e se mi vedo anziana, non mi vedo qui. Arriviamo subito al 2020, anni scappati via a fare mille cose fino alla chiusura del lockdown. Ed è stato in quei mesi che ho sentito una gran voglia di conoscere Milano senza farmi fagocitare dalla corsa in cui vivono travolti i milanesi reali e d’adozione. Voglio prendermi il mio tempo di vivere questa straordinaria città accogliente. Bella in un modo che piace a me: non abbagliante ma piena di tante meraviglie che da fuori non vedi.

Detto ciò, visitare Palazzo Marino è semplicissimo, basta mandare una mail a DSCOM.VisitePalazzoMarino@comune.milano.it

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