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Lavorare ci sta rendendo persone peggiori?

l lavoro di oggi non si limita a sottrarci energie: modifica il nostro modo di essere. Ricerche e studiosi come Sennett e Rosa mostrano come l’accelerazione, la pressione costante e l’assenza di confini stiano erodendo pazienza, gentilezza e capacità relazionali. La gentilezza diventa un lusso, il tempo interiore scompare, e molti finiscono in un addestramento emotivo silenzioso che conduce al burnout o alla moral injury. Non è il lavoro in sé, ma la sua mutazione a renderci più cinici, chiusi e distanti. La domanda da farsi non è solo “che lavoro faccio?”, ma “che persona mi sta facendo diventare questo lavoro?”.

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Riprendersi il tempo. Per una nuova ecologia del lavoro cognitivo

Cos’è la Slow Productivity e perché può rivoluzionare il modo in cui lavoriamo?
La filosofia di Cal Newport propone un nuovo approccio al lavoro cognitivo: fare meno per fare meglio, seguendo tre principi chiave – ridurre i progetti attivi, lavorare a un ritmo naturale, essere ossessionati dalla qualità. In un contesto dominato dalla frenesia e dal burnout, la slow productivity offre una strategia concreta per ottenere risultati sostenibili, riscoprendo attenzione, significato e benessere.

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Dall’ufficio al “sé produttivo”: identità e lavoro nell’era dell’automarketing

In un mercato che chiede visibilità continua, l’identità professionale diventa una narrazione da costruire e aggiornare nel tempo. Questo articolo esplora il rapporto tra lavoro, storytelling di sé, self branding e ricerca di autenticità, con una riflessione su come cambia il modo di raccontarsi a 30, 40, 50 anni. Un’analisi sociologica e personale su cosa significa oggi “essere riconoscibili” nel lavoro, senza snaturarsi.

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Vulnerabilità, autenticità, unicità le 3 voci del lavoro

La collana “Voci del lavoro nuovo” di Franco Angeli esplora tre concetti logorati dall’abuso linguistico — vulnerabilità, autenticità, unicità — restituendo loro sostanza attraverso tre volumi distinti. Il filo conduttore: nel mondo del lavoro queste tre dimensioni sono intrecciate e inscindibili, e la loro integrazione è la base per un’identità professionale autentica.

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Come cambierà l’idea di lavoro nel 2024

Nella sua lista dei life-trend del 2024 la società di consulenza strategica, Accenture, lo chiama “Decade of decostruction” e lo mette al 5° posto tra le tendenze che cambieranno il nostro modo di vivere. Io credo che lo metta per ultimo perché è un lento e inesorabile cambiamento di prospettiva, ma anche di sentimento che ci stiamo portando dietro dalla pandemia e che continuerà per molto tempo ancora finché davvero non considereremo valide le priorità della vita in tutte le possibili varianti, senza uno schema sociale che ne legittimi alcune a discapito di altre. Il lavoro sarà importante, ma non prioritario per tanti, il successo non sarà solo la carriera, la casa d’acquistare e il matrimonio non saranno considerate tappe indispensabili per una vita da adulti.

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