Safe compie 23 anni. Ho comprato Safe quando sapevo i numeri solo a grandi linee. Sapevo che sarebbe stato difficile, che avrei fatto fatica a pagarla e mantenerla, ma ero attanagliata dal desiderio di averla. A un certo punto ho smesso di ragionare e ho seguito un consiglio che non ricordo dove ho letto o chi me lo ha dato: quando hai dubbi, fai la cosa che ti rende più felice.
E io l’ho fatto. Finora sono riuscita con sacrifici che non avevo previsto nel dettaglio. Ho rinunciato ai viaggi, alla serenità di un gruzzolo più consistente da parte. Ho imparato che i soldi vanno e vengono, e che sei tu a decidere dove destinarli. Io ho scelto di destinarli alla mia soul mate che è una cavalla. Il che dice qualcosa su di me, che ho bisogno di legami forti, che sono emotiva, più incosciente che cosciente. Anche se per anni la paura di montare mi ha frenata più di qualsiasi ragionamento economico. Poi ho capito che è normale. La paura e il desiderio convivono sempre, con i cavalli forse più che altrove.
Non vive con me e non viviamo nemmeno vicinissime, eppure ci vado tre, quattro volte a settimana. Mi manca quando non ci vado. Nei momenti in cui tutto il resto era rumore, lei era l’unica cosa silenziosa e solida a cui appoggiarmi, non perché abbia fatto qualcosa di speciale, ma perché i cavalli non commentano, non consigliano e, soprattutto, non giudicano. Sono presenti in un modo che gli esseri umani trovano difficile.
Il cavallo non parla, non scodinzola, non ti viene incontro alla porta. Comunica con il corpo, la direzione dello sguardo, la qualità del silenzio. Impari a leggerlo, e poi ti accorgi di aver imparato a leggere meglio anche il resto: le persone, i contesti, i segnali che prima non vedevi. Effetto collaterale non previsto, ma benvenuto.
C’è una parola nel mondo equestre che mi piace: binomio. Non è l’intesa che serve per vincere una gara. È il filo che si costruisce nel tempo tra cavallo e cavaliere, qualcosa che si perde e si ritrova, che non si dà mai per acquisito. Safe ha 23 anni. So come si muove quando non ha voglia, quando è curiosa, quando mi sta cercando. Ho impiegato anni a impararlo, e non ho finito.
Se stai pensando di comprare un cavallo
È un desiderio che va preso sul serio, non ridimensionato. Ma va anche guardato in faccia.
Non è per tutti, non perché richieda una capacità speciale, ma perché richiede una disponibilità concreta: di tempo, di denaro, di presenza. Chi compra e rivende al primo segnale di difficoltà può permetterselo economicamente. Perde però l’unica cosa per cui valeva la pena: il rapporto.
Alcune cose che mi sento di dire.
Chiarisci prima cosa vuoi fare. Andare in gara o fare passeggiate sono due mondi diversi, e il cavallo giusto per uno non è quello giusto per l’altro.
Non avere fretta. Io ci ho messo mesi, finché la decisione non è diventata inevitabile. Con i cavalli, la fretta è quasi sempre un errore.
Conosci chi ti vende il cavallo. Privato o scuderia commerciale, conta sapere con chi stai trattando e quanto ci si può fidare.
Prova il cavallo più volte. Abbastanza da capire se tra voi può nascere qualcosa. Io avevo avuto Safe in mezza fida per quasi un anno prima di comprarla.
Fai una visita veterinaria accurata. È un investimento. Le sorprese arrivano comunque — meglio partire con tutte le informazioni disponibili.
È un mondo straordinario. Quando ci entri davvero, difficilmente ti accontenti della lezioncina settimanale, in poco tempo ti viene voglia di capirli, e poi magari di averne uno. Quel desiderio va assecondato con un po’ di conoscenza e d’incoscenza. Con i cavalli non si tagliano le tappe. Ma quando ti lasci andare, sai già dove stai andando.